domenica 30 settembre 2012

Casini e Fini: ora grande lista pro-Monti

Fini e Casini a Arezzo: ora grande lista per l'Italia, con Monti
Arezzo, 30 set. (TMNews) - Sì alla nuova Lista per l'Italia da Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini, ma con Mario Monti perché "la fase Monti non deve essere chiusa". In vista delle elezioni, la proposta arriva dall'assemblea dei Mille a Arezzo. E' arrivato il momento di impegnarsi per dar vita a "una sorta di una grande lista per l'Italia, una lista civica nazionale, un rassemblement che chiama a raccolta le energie sane, senza personalismi" ha detto il Presidente della Camera e leader di Fli. E gli ha risposto a ruota dal palco il leader dell'Udc Pierferdinando Casini: "Se creiamo un contenitore che "sta tra il Pdl e il Pd", alternativo al "grillismo", "io aderisco a questa lista". Quanto alla presenza dell'attuale premier, "Monti ha detto che la luce comincia a vedersi e credo abbia ragione. Ma molto dipenderà anche dalle scelte che faranno gli italiani. Monti ha detto che se il popolo lo riterrà, attraverso l'esito del voto, è disponibile a continuare. E' una scelta che non spetta solo ai partiti ma agli italiani" ha sottolineato Fini. "Bisogna fare in modo che questa fase non si chiuda e non venga archiviata come una parentesi scomoda". "Con il governo Monti c'è una ritrovata credibilità e si tocca con mano la capacità di fare le riforme, forse impopolari ma inevitabili", ha aggiunto Fini, rilevando: "Molti, anche tra quelli della maggioranza parlamentare che sostiene Monti, pensano che sia meglio per l'Italia archiviare questo momento quando andremo al voto. E' evidente che nascerà un governo squisitamente politico e che chi avrà la maggioranza formerà un governo, ma se gli elettori dovessero archiviare questa fas allora anche la possibilità di risalire sarebbe archiviata". "Casini e io siamo tra quelli che hanno assunto delle scelte e si sono presi delle responsabilità non per tornaconto, ma per favorire una difficile e necessaria prospettiva che può essere utile in nome dell'interesse nazionale", ha concluso Fini. E il leader dell'Udc gli ha fatto eco: "Se qualcuno pensa che Monti è un incidente è fuori di senno e fuori dal sentire di tutto l'universo. Se c'è una cosa di cui noi in coscienza non possiamo fare a meno è l'autorevolezza, la serietà, il prestigio portato nella politica italiana dal Presidente del Consiglio, che è interlocutore credibile in Europa e nel mondo e che è importante punto di riferimento per l'oggi e pure per il domani"

venerdì 28 settembre 2012

Emilia e Piemonte nel mirino della Gdf. Ecco il perchè

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Torino, 28 set. (TMNews) - Dopo Lazio e Campania anche i conti delle regioni Piemonte ed Emilia-Romagna sono finiti nel mirino degli inquirenti. La guardia di finanza ha fatto irruzione negli uffici torinesi dei gruppi politici del consiglio regionale piemontese. Le fiamme gialle si sono presentate per ora negli uffici dei gruppi di Pdl e Pd, per acquisire documentazione sui rimborsi spese. E' di ieri la notizia che la procura della Repubblica di  Torino ha avviato un'indagine conoscitiva proprio su questo tema.
 Un altro fascicolo di indagine conoscitiva è stato aperto dalla procura di Bologna sulla gestione dei conti economici dei gruppi consiliari dell'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna. Al momento non risulta indagato nessun politico e, a quanto riferiscono dal palazzo di giustizia, non è stata fatta alcuna ipotesi di reato. L'indagine che è coordinata dai Pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari, è condotta dalla polizia giudiziaria e un pool di 5 uomini della Gdf.
 A Bologna i Pm hanno avviato, da mesi, diverse altre inchieste su partiti e singoli politici. Tra tutte quella che si concluderà il prossimo 7 novembre con la sentenza del Gup che vede coinvolto il presidente della Regione Vasco Errani, indagato per falso ideologico per il caso "Terremerse".
Risulta invece indagato per peculato l'ex consigliere regionale dell'Idv (ora consigliere della provincia di Bologna nel gruppo misto) Paolo Nanni per la gestione dei soldi pubblici accantonati dalla regione per i gruppi dei partiti tra il 2005 e il 2010. Anche alcuni esponenti della Lega Nord emiliana sono nei fascicoli dei Pm bolognesi per i rimborsi elettorali ricevuti dal Carroccio alle passate elezioni regionali. Infine la procura ha avviato altre indagini verso alcuni consiglieri regionali di tutti i partiti politici per interviste rilasciate a pagamento ad alcune emittenti locali.

giovedì 27 settembre 2012

Fava (Sel) si ritira dalla corsa elettorale siciliana. La causa ha origini burocratiche

Sicilia: Fava fa un passo indietro, ecco il ticket con Giovanna Marano(AGI) - Palermo, 27 set. - E' Giovanna Marano, 53 anni, sindacalista della Fiom Cgil, la candidata alla Presidenza della Regione siciliana indicata da Claudio Fava e dalle forze della coalizione di "Libera Sicilia". Si risolve cosi' il caso della incandidabilita' del coordinatore nazionale della segreteria di Sel, a causa di un ritardo nel cambio di residenza. La scelta della coalizione che comprende Sel, Fds, Verdi e Idv raccoglie - ha detto Fava - "la sfida sul lavoro e sui diritti sociali che sono al centro del nostro programma di governo".
Fava sara' comunque candidato vicepresidente a fianco di Giovanna Marano. "Ho deciso di accompagnare Giovanna Marano da candidato vicepresidente sottraendo la mia candidatura alla Presidenza al rischio di un gia' preannunciato rigetto e sulla base di una considerazione politica ispirata al massimo senso di responsabilita' verso la coalizione e gli elettori siciliani", ha affermato ancora Fava, che ha proseguito: "Il tentativo di estrometterci da questa sfida appellandosi a norme palesemente anticostituzionali e a presunti vizi di forma, non puo' ostacolare il progetto di 'Libera Sicilia'.
  Resto in campo - ha concluso Fava - accanto a Giovanna Marano, una donna che possiede qualita' morali e una storia personale che garantiscono sul modo in cui sapra' battersi in questa importante sfida". (AGI) .

Taglio debito epoca crescita. Si può fare. Almeno secondo l'Fmi. Ma per i cittadini?

New York, 27 set. (TMNews) - Alti livelli di debito possono rallentare la crescita economica, ma il caso dell'Italia negli anni '90 "suggerisce che una modesta riduzione del debito è possibile anche senza una crescita solida". Lo segnala il Fondo monetario internazionale in uno dei capitoli analitici del World Economic Outlook presentato oggi.
Il documento, che dedica un intero paragrafo alla situazione italiana del 1992, riporta l'andamento del debito italiano negli anni '90, sottolineando quando tra il 1994 e il 1996 era al 120 per cento del Pil, e il calo negli anni seguenti.
Il Fondo monetario ha inoltre segnalato che il debito pubblico nelle economie avanzate è ai massimi dalla fine della seconda guerra mondiale. E l'Italia, insieme ad altri cinque Paesi (Giappone, Stati Uniti, Grecia, Portogallo e Irlanda) si trova con un livello del debito superiore al 100% del Pil. Il Fmi sottolinea, sulla base dell'esperienza storica del secolo scorso, che debiti pubblici così alti non sono stati certo infrequenti: 14 Paesi su 22 del campione esaminato hanno avuto almeno una volta un debito superiore al Prodotto interno lordo. La chiave del successo per ridimensionare tali aggregati sta dunque "in una combinazione appropriata di politiche di risanamento e di crescita".
Ma, avvertono gli economisti di Washington, "ridurre il debito pubblico richiede tempo, specialmente in un contesto esterno di debolezza: è una maratona, non uno sprint". Anche in questo caso le cifre del campione di Paesi vagliati dal Fmi parlano chiaro: "15 anni dopo che il debito pubblico è salito sopra la soglia del 100%, il debito è in media solo marginalmente più basso. Uno dei motivi è che è difficile invertire rapidamente l'andamento dei deficit primari. Il maggior risanamento decennale messo a segno dopo la II guerra mondiale è stato quello registrato dal Belgio tra il 1981 e il 1991, quando migliarò il saldo primario di 11 punti percentuali". Insomma, secondo il Fondo monetario su questo terreno "le aspettative su cosa possa essere ottenuto devono essere formulate realisticamente".

mercoledì 26 settembre 2012

Sallusti: Di Pietro, "giusto punire, ma non con la galera"

(AGI) - Roma, 26 set. - "L'Italia dei Valori chiede di rivedere urgentemente l'art. 595 del codice penale, nella parte in cui prevede, come sanzione, anche la pena della detenzione". Lo chiede il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, al ministro della Giustizia, Paola Severino, durante il question time alla Camera.
  "Noi siamo convinti che l'informazione libera sia l'essenza della democrazia, ma siamo anche convinti che non si debbano offendere la reputazione, l'onore e il decoro della persona.
  Quindi, chi diffama deve essere punito, ma non con il carcere.
  Un reato d'opinione punito con la carcerazione mette a rischio l'informazione libera e plurale, imbavagliandola". "Io personalmente, che ho centinaia di cause con chi mi diffama tutti i giorni, preferirei confrontarmi con questi per far loro cambiare idea su cio' che hanno scritto e per farmi risarcire del danno, piuttosto che vederli in galera. Questa non e' democrazia, ma e' una manovra di stampo fascista", aggiunge Di Pietro spiega: "Non vi e' dubbio che la liberta' di stampa e' fondamentale ed e' costituzionalmente garantita. Cosi' come e' garantito il principio della tutela della reputazione della persona. Pertanto, non si deve utilizzare l'informazione come strumento per delegittimare le persone e produrre dossieraggio.
  Io di dossieraggi ne ho subiti a decine, anche da Sallusti che oggi e' sottoposto al giudizio definitivo della Cassazione.
  Ritengo, pero', che non sia giusto punire con il carcere chi fa informazione, perche' ci sono altri strumenti come il risarcimento del danno, la pena pecuniaria, e l'obbligo di ammettere il proprio errore con le stesse modalita' con cui ha diffamato". "In nome dell'art.77 della Costituzione avete gia' fatto 34 decreti legge con 34 fiducie", ha ricordato Di Pietro al ministro della giustizia, "Credo che chiunque ritenga giusto e urgente far evitare la galera per un reato d'opinione, anche se la persona in questione si chiama Sallusti".

lunedì 24 settembre 2012

La Polverini si dimette. E ora?

(AGI) - Roma, 24 set. - La Regione Lazio e' senza governatore. Renata Polverini lascia dopo lo scandalo che ha travolto i suoi consiglieri e il Pdl regionale. "Ho atteso questa sera per comunicare cio' che ho gia' comunicato al presidente Napolitano ieri alle 18, all'Auditorium della Musica, e al presidente del Consiglio, Mario Monti ieri alle 19,30: le mie dimissioni irrevocabili", ha detto la Polverini. "Noi arriviamo qui puliti, una giunta che ha operato bene. La colpa e' di un consiglio regionale non piu' degno di rappresentare una regione come il Lazio".
POLVERINI: LA FESTA ERA FINITA GIA' DA LUNEDI' SCORSO
"Questa storia nasce per una faida interna al Pdl che non consegno' la lista alle elezioni e che ci ha consegnato un dibattito interno, oltretutto con personaggi ameni che si aggiravano per l'Europa". Renata Polverini non risparmia critiche durissime agli esponenti del Pdl regionale, ma ringrazia il segretario Angelino Alfano e Silvio Berlusconi.
POLVERINI ACCUSA: "ORA I COLPEVOLI SIANO PUNITI"
In conferenza stampa definisce "personaggi da operetta" i consiglieri pidiellini coinvolti nell'inchiesta, mentre tiene fuori dale accuse "Alfano e Berlusconi, che ho sentito fino a pochi minuti prima di venire qui, e che con senso di responsabilita' hanno cercato di darmi un contributo e ringrazio Francesco Storace che ha sofferto piu' di tutti con me questa situazione dicendomi che non e' accettabile andare via senza aver fatto nulla ma io gli detto che cio' che non e' accettabile era mantenere quelle persone in un luogo prestigioso come la regione perche' hanno fatto cose raccapriccianti".
ALFANO: DA POLVERINI UNA "SCELTA DI DIGNITA'"

Riceviamo e pubblichiamo. La riforma della giustizia, interesse comune

La RIFORMA DELLA GIUSTIZIA è un'interesse della collettività,quindi non solo dei detenuti nelle carceri italiane!
Riguarda anche:
-cause di minori
-cause di sfratto
-cause di lavoro

-cause in genere....che non vengono smaltite ed adeguatamente gestite,assumendo tempi improponibili,ingiusti con una serie di conseguenze che danneggiano soltanto il paese,la nostra Italia!
Questo malfunzionamento della giustizia spesso nuoce a vite umane,come dimostra l'attuale situazione carceraria.Si ripercuote sull'intero sistema.
La GIUSTIZIA dovrebbe infatti adegursi e rispettare gli articoli della COSTITUZIONE,ma ciò non avviene.
L'unico modo per avere un corretto funzionamento dell'ORGANO GIUDIZIARIO è APPLICAZIONE DELL'AMNISTIA.

-L'AMNISTIA (dal greco αμνηστία, amnestía, "dimenticanza") è una causa di estinzione del reato e della pena, e consiste nella rinuncia, da parte dello Stato, a perseguire determinati reati. Si tratta di un provvedimento generale di clemenza, ispirato, almeno originariamente, a ragioni di opportunità politica e pacificazione sociale, ma a volte degenerato nella prassi in strumento di periodico sfoltimento delle cause pendenti e anche delle carceri.

SFOLTIMENTO DELLE CAUSE PENDENTI è quindi ciò di cui l'Italia necessità per garantire un'effettiva riforma che punti all'uguaglianza dei cittadini e non sprechi tempo e risorse,oltre alle vite,facendo riferimento ai maltrattamenti che avvengono nelle carceri.

-L'argomento GIUSTIZIA e AMNISTIA deve ritenersi quindi di interesse comune,per questo abbiamo deciso di affiancarci ad altre manifestazioni che hanno come comune interesse la rivalutazione del paese,la democrazia e i diritti umani.Riproponendo quindi,ad ogni manifestazione il tema AMNISTIA e RIFORMA DELLA GIUSTIZIA,mostrando e le varie facce dell'ingiustizia che ogni ITALIANO subisce.

LE MANIFESTAZIONI A CUI CI UNIREMO SONO LE SEGUENTI:

http://www.facebook.com/events/152172511587473/
http://www.facebook.com/events/263560287095232/
http://www.facebook.com/events/523637644319080/

OGNI MANIFESTAZIONE AFFRONERA' L'ARGOMENTO GIUSTIZIA E INGIUSTIZIA.

-IMPORTANTE: MANIFESTEREMO PER LE STRADE DI TUTTA ITALIA RAPPRESENTANDO SOLO IL NOSTRO VICINO,UN'ALTRO CITTADINO.....NON CI ISPIRIAMO E NON APPOGGIAMO NESSUN PARTITO POLITICO,NESSUN PERSONAGGIO POLITICO

-SIAMO E RAPPRESENTIAMO IL POPOLO CHE NON ASPETTA PIU'

La Polverini non ci sta. Vuole dimettersi.


20120924_141621_B08881C2.jpgRoma, 24 set. (TMNews) - Alla fine dell'incontro non parla nessuno. Renata Polverini lascia la Camera senza rilasciare dichiarazioni e altrettanto fa il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Si sono visti alla Camera per oltre quaranta minuti, presente il capogruppo Fabrizio Cicchitto e, per qualche minuto,
anche Gianni Letta.

Durante il colloquio Alfano avrebbe chiesto alla governatrice del Lazio di non dimettersi, o almeno di non farlo prima che venga votato il piano di tagli. Come, d'altra parte, spiega Cicchitto in una nota. "Renata Polverini - afferma - realizzi il suo impegno innanzitutto per il taglio deciso dei fondi in consiglio regionale". Ma il segretario e il capogruppo del Pdl si sarebbero trovati di fronte una Polverini molto determinata a lasciare tanto che fonti del partito parlano di "margini molto ristretti". La governatrice infatti avrebbe spiegato di non voler diventare alla fine capro espiatorio per colpe non sue.
L'avventura della Polverini alla guida della Regione tuttavia potrebbe finire prima, attraverso le dimissioni in blocco di 36 consiglieri regionali: quelli di  opposizione le hanno già date. Decisiva sarà la decisione dei sei centristi riuniti in queste ore alla Pisana con il vicepresidente della Regione, Luciano
Ciocchetti, che continua a essere contrario alle dimissioni e favorevole invece ad andare avanti con un piano di tagli. Se dall'Udc regionale non arriveranno novità, sarà comunque l'ufficio politico nazionale del partito - allargato ai consiglieri regionali e agli assessori laziali, ai parlamentari del Lazio - convocato per domani mattina alle 11, a prendere una "decisione netta".

La mozione di sfiducia alla governatrice sarà all'ordine del giorno della conferenza straordinaria dei presidenti dei gruppi del Consiglio regionale, presieduta da Mario Abbruzzese, e convocata per mercoledì 26 settembre. Intanto, Pd-Idv-Sel hanno organizzato per giovedì una fiaccolata per chiedere le dimissioni. "Facciamo appello ai cittadini - hanno sottolineato i segretari delle opposizioni capitoline - che si sentono offesi e che sono indignati, alle forze politiche e sociali, ai movimenti e ai comitati rispetto a ciò che sta accadendo alla Regione Lazio.

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 Scandalo Regione Lazio, la Polverini deve dimettersi?

domenica 23 settembre 2012

La fascista-cubista. Ecco Chiara Colosimo

Di Pietro: "da Grillo solo protesta. Di sola opposizione si muore"

Vasto, 23 set. (TMNews) - "Di opposizione si muore", mentre noi "vogliamo costruire una politica di governo alternativa". "Noi non proponiamo la mera protesta del Movimento cinque stelle". Lo ha detto il leader dell'Idv Antonio Di Pietro chiudendo la festa del partito a Vasto. "Noi non proponiamo la mera protesta del Movimento cinque stelle - ha spiegato -, noi vogliamo costruire un programma anche con dei compromessi che non sono un passo indietro ma un passo avanti" perchè dobbiamo essere alternativi "non solo alla politica di Berlusconi che non è una politica, è un uso improprio di funzione pubblica, ma anche alternativi alle politiche di Monti".

"La fiat per ora rimane in Italia". Queste le rassicurazioni del governo, ma i sindacati non si calmano

Roma, 23 set. (TMNews) - La Fiat per ora rimane in Italia, ma i nuovi investimenti saranno fatti solo quando ci saranno le condizioni, ovvero quando arriverà la ripresa. Il giorno dopo l'incontro tra il governo e i vertici del Lingotto, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, chiede "una verifica puntuale con Marchionne sui futuri piani di investimento della Fiat in Italia". L'incontro tra la Fiat ed il governo "e' stato certamente un fatto positivo ma ora la Fiat - è l'invito di Bonanni - deve incontrare nei prossimi giorni anche i sindacati che si sono assunti le proprie responsabilità per gli investimenti peraltro gia' realizzati di Pomigliano e Grugliasco". "I gufi sono stati smentiti. Marchionne ha confermato che la Fiat non andra' via dall'Italia ma puntera' nei prossimi mesi sull'export in attesa che si riprenda il mercato interno. Questa e' una strada giusta in un momento difficile della nostra economia, in cui il governo e le parti sociali dovranno stipulare un patto sociale per far ripartire la crescita, i salari ed i consumi. Ma e' importante - sottolinea Bonanni - che la Fiat continui ad investire sulla ricerca, sulla qualita' e sulla innovazione di prodotto in tutti gli stabilimenti italiani, a cominciare da Torino, dove si possono produrre subito nuove auto per il mercato internazionale come a Grugliasco con la Maserati. Insomma ci si deve preparare in questa fase difficile per essere pronti nei prossimi mesi a competere in un mercato dell'auto che per forza di cose si riprendera'.

Il numero legale- Questo il nuovo "grande" problema della Polverini

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Roma, 23 set. (TMNews) - Maggioranza 42, opposizione 29. Sono questi i numeri della regione Lazio, che è alle prese con un nuovo problema: le dimissioni dei consiglieri Pd, annunciate da Esterino Montino e che i democratici sperano siano imitate anche dagli altri gruppi di opposizione. Il Pd conta 14 consiglieri, ai quali vanno sommati i 5 dell'Idv, 2 della Federazione della sinistra, 2 della lista Bonino, 2 di Sel, 1 Api, 1 di una lista civica, 1 del Psi e 1 dei Verdi. In tutto, appunto, 29.

Se si dimettessero in blocco i consiglieri di opposizione, resterebbero in carica solo i 42 consiglieri di maggioranza (Polverini compresa). Ai sensi dello Statuto, "per la validità delle deliberazioni dell'Aula e delle commissioni è richiesta la presenza della maggioranza dei componenti (si veda voce 'numero legale') e il voto favorevole della maggioranza dei presenti, eccetto i casi in cui sia richiesta una maggioranza qualificata, cioé "della metà più uno, di tre quinti, dei due terzi o dei tre quarti degli aventi diritto al voto". Insomma, perché una seduta sia valida servono almeno 36 consiglieri presenti. E se davvero l'opposizione si dimettesse in blocco, le assenze sarebbero bandite tra i banchi della maggioranza.

L'Udc sarebbe di fatto l'ago della bilancia, potendo contare su 6 consiglieri: per tenere una seduta senza i casiniani - o per approvare i provvedimento per i quali è richiesta la maggioranza qualificata, occorrerebbe la presenza di tutti gli altri 36 consiglieri di maggioranza, Polverini compresa.

In particolare, lo Statuto prevede la necessità di una maggioranza qualificata nelle deliberazioni del Consiglio per atti importanti come "l'elezione del Presidente del Consiglio regionale; l'adozione e la modifica del regolamento dei lavori del Consiglio; l'approvazione del regolamento di contabilità e degli altri regolamenti interni; la dichiarazione d'urgenza sulla promulgazione della legge regionale; l'approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione - maggioranza dei componenti".

sabato 22 settembre 2012

Di Pietro ci ripensa: "L'unica foto di Vasto (buona) è quella originale"

Vasto, 21 set. (TMNews) - Guai a stracciare la foto di Vasto o a sostituirla con una copia che veda l'Udc al posto dell'Idv perché sarebbe un'immagine di "atti impuri". Porte aperte al Pd e a tutte le forze riformiste e di centrosinistra per creare l'alternativa, più freddi i rapporti con Grillo perché protestare e basta non serve. Antonio Di Pietro apre la festa dell'Idv a Vasto con un reiterato appello al Pd, ospita il leader di Sel Nichi Vendola (ma nessun big del Pd), riceve da un intervento a sorpresa del democratico Vasco Errani la prima 'condizione' per ricominciare il percorso insieme: rispettare sempre e comunque il Capo dello Stato.

La questione "più spinosa", infatti, è proprio questa: l'attacco di Di Pietro a Napolitano sul conflitto con la procura di Palermo sulla presunta trattativa Stato-mafia. Il Pd non ne vuole sapere e l'ex pm, nell'ambito della "rivoluzione gentile" che intende lanciare, smorza i toni anche su questo: "Non ho mai voluto offendere il presidente, ma ognuno deve fare il suo mestiere, i giudici devono fare i giudici". La platea di Palazzo D'Avalos quando Errani intima rispetto per il Quirinale (condiviso dallo stesso Vendola) accenna qualche fischio, ma sono timidi e isolati.

Come finirà? E' Pippo Civati, unico esponte del Pd presente insieme ad Arturo Parisi, Debora Serracchiani e Vasco Errani, ad azzardare una profezia: "Entro Natale, Di Pietro rientra, lo riprendiamo". Certo, osserva il consigliere regionale lombardo, "qualcuno dirà cose terribili" ma poi finirà così. Del resto la prima reazione del segretario Pierluigi Bersani secondo cui Di Pietro ha fatto troppi passi indietro non è incoraggiante, ma 'Tonino' non si perde d'animo: "Bersani stia sereno, nessun passo indietro ma tre passi avanti".

giovedì 20 settembre 2012

Rilevazione periodica, realizzata per il quotidiano La Repubblica, sul clima politico italiano e sugli orientamenti elettorali.





























































































fonte http://www.demos.it www.sondaggipoliticoelettorali.it


Sicilia, sondaggi elettorali: parità fra PdL e Pd. Sotto il 10% Fava (Sel+IdV)

E’ corsa a 3 per la carica di Presidente della Regione Sicilia: Musumeci (destra), Crocetta (centro/sinistra) e Miccichè (autonomisti e vari) sono vicinissimi nell’ultimo sondaggio Datamonitor sulle intenzioni di voto diffuso stamattina.
Dal sondaggio emerge come siano ancora molti gli indecisi o i non votanti, con una percentuale tra il 52,5 e il 55,5% di intervistati che si dice intenzionato ad andare a votare. Dopotutto alle Regionali del 2008 l’affluenza alle urne fu del 66,6%, e a quelle del 2006 del 59,1%, quindi un numero così basso non dovrebbe sorprendere e non sarebbe poi così lontano dalle precedenti tornate elettorale.
Tra i candidati c’è ancora in testa Nello Musumeci, con preferenze comprese tra il 24,5 e il 26,5%. E’ però incalzato da Rosario Crocetta, candidato di Pd e Udc, che oscilla tra il 23,5 e il 25,5% dei voti. Invece Gianfranco Miccichè è tra il 22,5 e il 24,5%. Considerando che si tratta di un sondaggio, possiamo dire che i tre, sostanzialmente, sono alla pari.

Seguono, molto staccati, gli outsider: Claudio Fava dell’estrema sinistra, dato tra il 10,5 e il 12,5% e Giancarlo Cancellieri del Movimento5Stelle, tra il 7,5 e il 9,5%.
Infine Pippo Scianò, del Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti”, è accreditato di percentuali comprese tra il 2,5 e il 4,5%. Poi, tra l’1 e il 3%, c’è Caetano De Luca di ‘Rivoluzione siciliana’, mentre Sturzo e Pinzone/Deleo sono sotto l’1%.

La campagna elettorale di Romney ha debiti per 11 milioni di dollari

20120920_075156_1D47C4BF.jpg Roma, 20 set. (TMNews) - La campagna elettorale dell'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney, candidato repubblicano per la Casa Bianca, ha debiti per 11 milioni di dollari, a causa di un prestito da 20 milioni di dollari chiesto il mese scorso e solo parzialmente rimborsato.
In realtà, come riporta il National Review, il problema è più che altro tecnico: la legge elettorale americana separa la campagna per la presidenza da quella per ottenere la nomination del partito (ovvero dalle primarie). Questo significa che i fondi raccolti durante le primarie possono essere utilizzati per lo scontro diretto con il candidato dell'altro partito solo dopo che è stata ottenuta l'investitura ufficiale durante le convention.
Romney da quando si è ufficialmente candidato ha raccolto varie centinaia di milioni di dollari, ha potuto usarli durante le primarie, ma è stato autorizzato utilizzarli per lo scontro diretto con Barack Obama solo dopo la convention di Tampa, in Florida, dello scorso 27-30 agosto. In attesa di potere usare il denaro raccolto, la sua campagna ha dunque chiesto il prestito da 20 milioni di dollari.
Solo in agosto Romney ha raccolto 111,6 milioni di dollari, poco meno dei 114 milioni ricevuti dalla campagna di Obama (è stato il primo mese dopo un lungo periodo che il presidente in carica ha superato l'avversario nella raccolta fondi). Tuttavia rimane poco chiaro perché non sia stato chiesto un prestito personale da parte del candidato visto che già nel 2008 Romney aveva finanziato la sua campagna presidenziale con 48 milioni di dollari provenienti dai suoi fondi privati.

Lazio, Battistone (capogruppo Pdl) si dimette. Ma la Polverini?

"Renata non mollare". Non è certo se le parole di Silvio Berlusconi siano state decisive, ma è passata un'altra notte e la Polverini per ora non ha annunciato le sue dimissioni. A spronarla a rimanere alla guida della Regione Lazio dopo lo scandalo Fiorito sono stati alcuni dei nomi più importanti del Pdl, dal sindaco di Roma Alemanno («Tenga duro, faccia pulizia») a Frattini («Il problema è l'immoralità della politica tutta»). Infine è stato il leader del Pdl, Silvio Berlusconi a dare il parere definitivo («A quel punto, immaginatevi i contraccolpi in Lombardia... E tra pochi mesi si vota anche a Roma, sarebbe un disastro»).

Chi invece si è dimesso è stato il capogruppo Pdl alla Regione Lazio Francesco Battistoni. Dopo avere incontrato i vertici del Partito di via dell'Umiltà, ha rassegnato dimissioni «irrevocabili». Per la sua successione si fanno i nomi di Antonio Cicchetti o Chiara Colosimo.

Nella mattinata di giovedì 20 settembe è saltato il vertice del Pdl che si sarebbe dovuto tenere alla PIsana con i consiglieri regionali. Nelle stesse ore sono invece tornati nela sede del consiglio regionale gli investigatori del Nucleo Valutario della Guardia di Finanza di Roma alla ricerca di riscontri di quanto affermato dall'ex capogruppo del Pdl alla Regione Franco Fiorito durante l'interrogatorio fiume.

Due annunci, nella giornata del 19 settembre, avevano avvicinato Renata Polverini alle dimissioni da Presidente della Regione Lazio. Il primo era arrivato dalla stessa interessata in mattinata, in un colloquio telefonico alla trasmissione tv Mattino Cinque. La governatrice aveva parlato dello scandalo scoppiato con l'indagine sul consigliere Franco Fiorito, accusato di peculato, e aveva parlato di un appuntamento con il ministro dell'Interno per parlare di elezioni anticipate.

Nel tardo pomeriggio (Ore 18), fonti del Pdl parevano confermare l'ipotesi: dopo un tentativo di dissuasione, Polverini avrebbe comunicato agli assessori la sua decisione. «Siamo in attesa di capire se convocherà una conferenza stampa per spiegare le sue ragion
i» aveva concluso la fonte vicina al PdL

 Fonte Virgilio (Roma)

martedì 18 settembre 2012

Riceviamo e pubblichiamo: "Poesia in movimento"



                                                                                                    di DARIO SCHONBERG

Uomini nel proprio interesse, in quello o altro profitto, nell’egoismo e nell’indifferenza, nel vivere senza il vero vivere, tra pseudomotivazioni e le ipocrite volontà?
Poi, io poeta.
L’autore che vegeta e non vegeta sul suo verso, però seduto lo rimane.
A scrivere di altri, scrivendo di se stesso?
Da seduto sul proprio cuore, di quale cogitare?
Così, mi sono detto “Ehi, è Poesia in Movimento!”
Poesia è chi cammina incontro a gli altri e batte le strade dei marciapiedi di ogni cuore possibile.
Chi nella prova del tangibile, non a dirlo, a farlo! il Titano nel suo elevato vivendo?
Siano i testimoni di Geova o volontari di ogni Fede, militanti radicali, comunisti o per altre idee che suonano alle porte dei chiusi cuori, vivendo la strada, militanti antiproibizionisti o proibizionisti pure (in ognuno, la propria onesta convinzione, però la strada), animalisti o altre risorse spirituali, la Poesia in Movimento.
Non il poeta questo: il suo culo inchiodato fisicamente, il suo immoto Stato.
Chi si muove a cercare sguardo, attenzione, sostegno o sorta di conforto per il peregrinare di cotanta Poesia.
Io riconosco questa in Movimento quale la più alta espressione poetica in sembianze umane.
Poesie/ persone, quale la Fede, l’opinione, quale l’Ideale che si esprime tramite il vostro verso, io canto il vostro declamare la vita di vera vita vissuta.
Così, io poeta seduto, io a trovare il mio senso pure?
Io tra le mie mille paure.
Ai passanti, a chi bussate o approcciate, potrete anche apparire ridicoli o ingenui, degli illusi, folli o sognatori, tutto questo lo siete.
Davvero lo siete.
Ridono di voi, scuotono la testa e vanno oltre?
Forse, lo fanno anche con me, senza che io lo sappia?
Perché io sono tutto questo pur non essendo in Movimento, io che scrivo di voi dicendovi come siete, come se seduto da dove sono camminassi al vostro fianco.
Chiunque voi siate! purché battiate strade e marciapiedi d’ogni cuore possibile.
Ridono di voi, vi sbattono la porta in faccia, vi negano il dire o vi minacciano pure?
La Poesia non si cura di questi dettagli decisamente irrilevanti, pone il cuore a sé avanti e incede verso il suo poetico destino.
Poi, ogni Poesia/ persona ha le proprie motivazioni e versi più o meno intensi.
A volte, è il puro interesse materiale la scrittura del vostro animo sui disperati muri dei cuori altrui, altre è l’Ideale di ogni Fede, opinione o indole che vi eleva ai sensi del cielo dove  i vostri versi cantano una musica che sa di divino.
Foste pure atei o agnostici, questo.
A volte, il vostro verso forse si sente un po’ volgare perché sa troppo d’urgente e d’immediato?
Altre, sa di sublime in una dura battaglia di Ideali protratta nell’animo infinito.
Là dove gli orizzonti attendono il cammino del vostro verso più diverso.
Tanti sono gli stimoli che in voi fomentano il senso della vita in forma di Poesia.
La Poesia in Movimento non ama lo stare ferma, in attesa.
La Poesia in Movimento freme, veeme, geme a volte, pur di prendere se stessa e andare per le strade del genere umano.
La Poesia più vera viene dall’Inferno di ogni giorno di cui questo mondo.
La Poesia che muovendosi alla vita, in quanto tale si cimenta, si dice e da Poesia è che vive.
Sia ben chiaro, nel vedervi e leggervi il vostro animo, ogni sguardo tiene la sua Poesia preferita.
Tra i tanti voi che siete Titani, la mia predilezione è per quella radicale.
Secondo me, il Radicale, la Poesia più intonata, razionale e coerente, sia pure vivendo dentro le sue tutte contraddizioni.
Poesia in Movimento?
Poesia che un premio letterario lo meriterebbe.
Alcune Poesie Umane tra voi, onorate da riconoscimento ufficiale, il premio letterario ad onorarsi nel volgersi al vostro verso di vita dal vivere più difficile e più elevato.
Arduo e di fatica il verso, nel cimento tra volgarità, superficialità e interessi d’ogni più vile di sorta?
Poi, il premio letterario più ambito e gradito, l’altrui riconoscimento a venire da una firma, dallo sguardo di un cuore incuriosito, una iscrizione tra attenzione e partecipazione, di pura adesione al vostro interiore poema forse?
Il momento più intenso, certo si dice quando altra Poesia per tale si riconosce o così si scopre, a declamare se stessa nel dichiararsi a sua volta Poesia?
A voi affiancandosi in un vortice di Poesia.
Così, di Poesia tra altre Poesie, nel contesto che viene naturale?
Il bacio della musa, l’ispirazione, tra dubbi, delusioni e lo scoramento che sempre la Poesia affligge, il bacio è nella risposta che sì devi andare avanti, perché questo in te lo chiede e lo pretende il tuo indocile verso.
Ridono di te perché non sanno di te?
L’ispirazione a sostenerti con continuo e rinnovato vigore in ogni frangente.
Io poeta sedentario, a scrivere di voi: i dannati della Poesia in Movimento.

lunedì 17 settembre 2012

Piazza Affari in rosso, lo spread risale


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Roma, 17 set. (TMNews) - Seduta di realizzi per le Borse europee e per piazza Affari, dove le prese di beneficio hanno prevalso dopo i forti guadagni registrati venerdì scorso sull'onda del nuovo piano di stimoli all'economia annunciato dalla Federal Reserve. L'indice principale Ftse Mib ha comunque chiuso sopra i minimi a 16.470,09 punti, con un calo dello 0,93%, mentre il Ftse All Share ha ceduto lo 0,83% a 17.360,06 punti. Lo spread dei rendimenti tra Btp e Bund è tornato ad allargarsi per posizionarsi in chiusura in area 342 punti, dopo essersi mosso in un range tra 329 e 345 punti.
Tra le blue chip hanno registrato le maggiori perdite Bper (-2,5%, Mediaset (-2,2%), StMicroelectronics (-2,13%), Telecom Italia (-2,12%), Autogrill (-2,08%), Fiat (-2,07%), Mps (-2%). Bene invece Ansaldo Sts (+3,07%), Mediobanca (+2,71%) e A2A (+1,03%).
Sul resto del listino ha dominato la scena Telecom Italia Media, che ha messo a segno un balzo del 13,51%, per quanto Mediaset sia stata esclusa dai giochi per la conquista degli asset (tv e multiplex) che la controllante Telecom Italia ha deciso di mettere in vendita. In evidenza anche Fondiaria-Sai, che ha guadagnato il 6%.

Polverini: "O svolta o tutti a casa"

Roma, 17 set. (TMNews) - Se non c'è la svolta tutti a casa. Così la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, durante il suo intervento alla riunione straordinaria del consiglio regionale del Lazio dopo lo scandalo dei fondi del Pdl. "Voglio chiedere scusa ai cittadini del nostro Paese, perché siamo andati oltre". Una catastrofe per la politica, secondo la governatrice del Lazio, che spiega: "I tumori che stanno qui dentro, nella Regione, come quelli che stavano nella mia gola vanno estirpati oggi. Non intendo nella maniera più assoluta sottoporre questa Regione a uno stress di comunicazione che non consente a nessuno di dire ciò che di buono stiamo facendo". "In queste ultime due settimane la Regione è finita sulle prime pagine di tutti i giornali per l'uso abnorme e a dir poco disinvolto dei fondi al Consiglio regionale destinati ai gruppi - ha detto - ho sempre rispettato l'autonomia del Consiglio e dei gruppi, ma oggi sono qui per dire che a prescindere dal momento storico nel quale stiamo vivendo questo atteggiamento è considerato insopportabile e indecente dai cittadini".

"Paragonerei questa cosa - ha aggiunto Polverini - alla all'inondazione di Firenze, una catastrofe per la politica italiana e per le istituzioni come allora per le bellezze che la storia ci ha consegnato. Allora si decise di spalare fango e porre un argine affinchè non succedesse più". "Ho scelto questa sede perchè anche se non ho la responsabilità amministrativa di ciò che è accaduto sento la responsabilità politica: ho deciso di venire qui - ha proseguito - per chiedere scusa a nome di tutti noi ai cittadini del Lazio per quello che hanno letto o ascoltato per ciò che si è consumato nelle nostre istituzioni, ai cittadini del nostro Paese perchè siamo andati oltre, chiedere scusa a tutte le altre istituzioni".

"Non ci cado nel tritarifiuti dove qualcuno mi vuole buttare, se non c'è alternativa ce ne andiamo tutti a casa" ha continuato Polverini, rivendicando di essere stata "una persona che ha sempre lavorato, che non si è mai permessa nulla con danaro che non fosse frutto del proprio lavoro. Da domani mattina posso tornare da dove sono venuta. Almeno oggi - ha quindi chiesto ai consiglieri regionali - ci si comporti da persone serie, come non è stato in tante occasioni". "Voglio chiedere scusa alla mia famiglia che è stata trascinata in gogne mediatiche perchè ho deciso di mettere in gioco il mio impegno personale per questa Regione".

"Siamo oggi nelle condizioni o di andare a casa, per come ci meriteremmo, o di rilanciare una partita alta e far partire da questa Regione un esempio: che la politica sana, al servizio della gente, quando arriva al fondo può risalire. Ma non c'è tempo per accordi e compromessi: oggi - ha quindi ribadito - o siamo tutti convinti che il tempo è scaduto oppure non credo valga la pena di andare avanti. O siamo convinti che se superiamo questo scoglio difficile siamo come la Concordia, ci siamo sfracellati ma per fortuna ancora non abbiamo morti, o non vale la pena di andare avanti".

domenica 16 settembre 2012

Berlusconi: "con Renzi Pd socialdemocratico"

"Le norme del fiscal compact impediscono la crescita". Lo afferma Silvio Berlusconi, nel corso di un'intervista al direttore del Giornale Alessandro Sallusti, apparsa anche sul sito del quotidiano.
"Renzi porta avanti le nostre idee, sotto le insegne del Pd". Lo afferma Silvio Berlusconi, nel corso dell'intervista ad Alessandro Sallusti direttore del Giornale, facendo un endorsement al candidato del Pd alle primarie Matteo Renzi.
"Se Renzi vince le primarie si verifica questo miracolo: Il Pd diventa finalmente un partito socialdemocratico".Lo afferma Silvio Berlusconi, nel corso dell'intervista al direttore del Giornale a proposito di Matteo Renzi, sindaco di Firenze candidato alle primarie del Pd.
"Uno straordinario attore comico, ma sta ancora facendo quel mestiere. Non ci s'improvvisa amministratori di un Paese o di una città". Lo afferma Silvio Berlusconi, parlando del leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, nel corso di un'intervista al direttore del Giornale Alessandro Sallusti apparsa anche sul sito del quotidiano.
BERLUSCONI, ABOLIREMO L'IMU - "Aboliremo l'Imu". Silvio Berlusconi torna a promettere la cancellazione della tassa municipale sugli immobili nel corso dell'intervista rilasciata ad Alessandro Sallusti. "La casa - spiega - è il pilastro su cui ogni famiglia fonda il suo futuro".
ALFANO: LEGGE ELETTORALE ENTRO IL 10 OTTOBRE - ''Noi vogliamo che una legge elettorale si faccia presto per restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Pensiamo che entro la prima decade di ottobre, come si sta impegnando ad ottenere il presidente del Senato, la legge elettorale nuova ci sara'''. Lo ha detto il segretario del Pdl Angelino Alfano ad Atreju. ''Chiediamo a tutti coloro i quali in modo indiretto stanno difendendo il porcellum - rileva Alfano - di farlo pubblicamente''.  
"Noi non abbiamo il problema di andare oltre Berlusconi. Lui è in campo ed ha un indice di notorietà e di fiducia altissimo che lo pone in testa alle classifiche tra i leader", afferma Alfano. "Questo significa che quella del tempo dell'annuncio della sua discesa in campo non è una questione cruciale: con la notorietà che ha non ha bisogno di farsi conoscere dagli italiani".
"Per noi Fiorito è già fuori dal partito. In vista del Consiglio regionale di domani chiederemo alla presidente Polverini di cancellare le norme e gli atti amministrativi che hanno reso possibile che i gruppi consiliari potessero ricevere questi soldi senza dovere dare giustificazioni ad alcuno", afferma il segretario del Pdl riferendosi alla vicenda dei fondi del gruppo del Pdl al Consiglio regionale del Lazio. "Il Pdl farà la propria parte fino in fondo - ammonisce - perchè non ha nulla a che fare con ladri, rubagalline e mascalzoni. Non siamo preoccupati di un nuovo 'caso Lusi' ma di quello che toglie prestigio alla politica".
"L'Italia è un grande Paese e Berlusconi ha fatto cose importantissime per questo grande Paese. Non credo invece che con una sinistra a guida Bersani e dominata dal punto di vista della politica economica dalla Cgil ci possa essere un destino per il nostro Paese. Sarebbe una politica economica tassa e spendi, sarebbe una politica economica che farebbe precipitare ancor di più il nostro Paese nella recessione", dice Alfano, replicando alle affermazioni di ieri del segretario del Pd Pier Luigi Bersani a proposito di un eventuale ritorno alla guida del Paese di Silvio Berlusconi.
"Io sono per le primarie a tutti i livelli: perché creano fermento e fanno scegliere ai nostri militanti gli incarichi di vertice e dove le abbiamo usate hanno funzionato tanto bene da farci vincere sempre", aggiunge Alfano. "Se non fosse stato candidato Berlusconi alla premiership e io fossi candidato, le primarie le avrei volute e le vorrò anche su di me", rileva. "Noi abbiamo la fortuna di avere un leader che dove ha corso ha vinto e probabilmente dirà ancora una volta sì all'Italia. Ma allora che cosa dobbiamo ancora stabilire le primarie? Tra una cosa finta e una cosa vera io preferisco una cosa vera". Poi una stoccata al Pd: "Nelle primarie tra Bersani e Renzi non è emerso un solo contenuto se non che Renzi non vuol ricandidare Bindi e D'Alema e invece Bersani sì..."

Fonte: ansa.it

Berlusconi contro Ue. Fiscal compact impediscono crescita


Bari, 16 set. (TMNews) - "Le norme del fiscal compact impediscono la crescita". Lo ha detto Silvio Berlusconi, secondo quanto riporta il sito del 'Giornale', durante l'intervista con Alessandro Sallusti a bordo della nave da crociera organizzata dal quotidiano. Berlusconi, che è arrivato a Bari sulla Msc Divina, partita da Venezia, insieme ai lettori del 'Giornale', tornando così in pubblico dopo quasi tre mesi di assenza, è poi tornato a criticare la rigidità della Germania che "non consente alla Bce di stampare moneta" generando così un "mattone che pesa in maniera tragica". Si è poi schierato apertamente a favore di Matteo Renzi nella corsa alle primarie. "Renzi - ha detto - porta avanti le nostre idee sotto le insegne del Pd. Auguri". L'ex premier, d'altra parte, non ha mai nascosto la sua simpatia verso il sindaco di Firenze che è stato anche suo ospite ad Arcore. Grillo, invece, è "uno straordinario attore comico, ma sta ancora facendo quel mestiere. Non ci s'improvvisa amministratori di un paese o di una città".